Da lavoro dipendente a lavoro autonomo. Come fare?

Il passaggio dal lavoratore dipendente a lavoratore autonomo, rappresenta un cambiamento radicale.

A mio avviso il lavoro autonomo, trasmette maggiore soddisfazione. Questo poiché sarete voi a pianificare la vostra attività, dovrete gestire il rischio imprenditoriale, ma alla fine quando un affare sarà andato bene, il guadagno deriverà dal vostro lavoro e dalla decisioni che avrete preso.

La radicale differenza risiede nel fatto che se siete dipendenti, fino ad un certo punto il vostro stipendio è indipendente dall’andamento aziendale. Che l’azienda aumenti o diminuisca il proprio fatturato, il vostro stipendio non subirà delle variazioni. Ovviamente in molte aziende, ai dipendenti vengono corrisposti dei premi di produzione o al raggiungimento di determinati obiettivi. Ma al di là di questo, il vostro stipendio rimarrà costante.

Diventando lavoratori autonomi o imprenditori, si manifesta una diretta proporzionalità dei vostri guadagni all’andamento degli affari. Se gli affari andranno bene guadagnerete sempre di più, se andranno male il guadagno si ridurrà. Starà a voi, inventare nuove strategie, fare meglio degli altri e molto probabilmente attivare un piano marketing efficace.

Un aspetto rilevante tuttavia è rappresentato dagli adempimenti fiscali e contabili che dovrete porre in essere. La vostra attività richiederà infatti, la registrazione contabile delle vostre fatture e se siete una società, gli opportuni adempimenti societari. Un aspetto da non sottovalutare è la pianificazione fiscale (trattata peraltro in un altro intervento in questo blog). La pianificazione fiscale richiede la presenza di un commercialista preparato. Siamo a vostra disposizione, ai numeri di telefono, mail o intervenendo in questo blog.

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