12 Mag Il rebus di come garantire dosi di covid-19 a tutti
In questa fase si presentano due interrogativi, quando sarà pronto il nuovo vaccino e se la produzione sarà sufficiente per tutti. Nel presente contributo, ci soffermeremo sulla questione se sarà disponibile per tutti.
Molti governi si dicono disposti a finanziare la produzione del nuovo vaccino che arriverà, ma il vero interrogativo è che non si sa quali filiere di produzione attivare, non conoscendo la tipologia di vaccino che sarà prodotta. Il vaccino, infatti, potrà essere prodotto fondandosi su tre differenti modalità: in primo luogo su Coronavirus indeboliti, su proteine virali o infine su materiale genetico RNA o DNA.
Le problematiche sollevate dalle tre tipologie, sono le seguenti. Per produrre un vaccino basato sul Coronavirus indebolito (attenutato o disattivato), richiede la produzione di enormi quantità di Sars-Covid-2, con enormi rischi e in laboratori con livelli di sicurezza almeno pari a 3. Il metodo basato su materiale genetico RNA o DNA, sarebbe abbastanza semplice è già la tedesca Moderna o l’americana CureVac sarebbero in grado di produrre 400 milioni di dosi l’anno. Infine il metodo basato su proteine virali, ci sarebbero diverse farmaceutiche disposte a produrlo, convertendo catene produttive già in essere. In quest’ultimo caso però, vaccini già in produzione ed essenziali, sarebbero sostituiti dal nuovo vaccino per il Covid-19, esponendo l’immunità di gregge già consolidata, a ricadute con il ritorno di vecchie malattie virarli ormai sconfitte.
Indipendentemente dalla soluzione adottata, la CEPI (Coalition for Epidemic Prepardeness Innovations) consiglia ai governi di iniziare a stimare quante vaccinazioni saranno necessarie, così da definire i carichi di produzione e definire prezzi calmierati che li sottraggano alle speculazioni.
Tratto da LeGuide del Sole24Ore (CoronaVirus) del 12/05/2020
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